BLINDLY DANCING
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Blindly Dancing: come nasce?

I maestri Elena Travaini e Anthony Carollo diplomati A.I.M.B. e A.N.M.B. sono i creatori e i promotori del progetto Blindly Dancing danza al buio nato nel 2013.
Inizialmente il progetto era rivolto solamente alle scuole di ballo, ma nel giro di pochissimo tempo ha sfiorato le 120.000 persone che l’hanno sperimentato tra Italia, Olanda e Svizzera.
Blindly Dancing è diventato il mezzo per raccontare un'esperienza di vita, quella di Elena nata con un raro tumore alla retina che l'ha resa quasi completamente cieca, ai ragazzi e bambini delle scuole dell'obbligo. Gli argomenti che vengono affrontati sono quelli dell'integrazione dei ragazzi diversamente abili, del bullismo (argomento molto discusso in quest'ultimo anno) e degli obiettivi futuri.

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A chi è indirizzato?

Blindly Dancing è per tutti! 

Dalle esperienze fatte in diverse scuole e centri ricreativi si sono ottenuti risultati sorprendenti, i ragazzi sperimentano con entusiasmo questo tipo di attività, fanno moltissime domande, si incuriosiscono e prendono grande spunto dalle esperienze raccontate in aula. Molti di loro sono ad oggi in contatto con i due maestri che si interessano al loro percorso formativo e di vita.
Blindly Dancing viene inoltre utilizzata come esperienza sensoriale ed emozionale all'interno di team building aziendali in cui si trattano argomenti legati alla formazione personale, crescita professionale, raggiungimento degli obiettivi e abbattimento delle paure.
Elena con la sua esperienza di vita e il suo progetto di danza è diventata una vera Coach ed un grande esempio di vita e di successo per moltissime persone.

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Qual'è lo scopo?

Il progetto vuole portare un forte messaggio di integrazione, fiducia, coraggio e determinazione nel voler realizzare i propri sogni. Moltissime delle persone che l’hanno sperimentato lo rifarebbero più e più volte proprio per l'impatto emotivo che crea dentro di loro. Il pensiero di fare qualcosa che si crede impossibile aumenta l'autostima e diminuisce il concetto di LIMITE. Questo concetto è avvalorato dalla presenza di Elena che con la sua malattia e tutte le difficoltà ad essa collegate ha fatto della sua disabilità il suo punto di forza.

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